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Disturbo ciclotimico
Scritto da Dott. Alessio Penzo Psicologo e Specialista in Biofeedback e Neurofeedback Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Disturbo ciclotimico

 


Secondo il DSM-IV-TR l’individuo con Disturbo Ciclotimico presenta per almeno 2 anni molti episodi ipomaniacali e sintomi depressivi che non sono sufficienti per la diagnosi di un Episodio Depressivo Maggiore. L’individuo ha quindi un’alterazione dell'umore cronica.

 

Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti la durata dei sintomi deve essere di almeno 1 anno.

 

-Durante questo periodo di 2 anni (1 anno nei bambini e negli adolescenti), l’individuo ha avuto periodi senza sintomi non superiori ai 2 mesi.

 

Dopo i primi 2 anni di Disturbo Ciclotimico possono presentarsi nell'individuo anche Episodi Maniacali o Misti (in questo caso si avrà la doppia diagnosi di Disturbo Bipolare I e Disturbo Ciclotimico), o Episodi Depressivi Maggiori (in questo caso si avrà la doppia diagnosi di Disturbo Bipolare II e Disturbo Ciclotimico).

- I sintomi descritti non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

-I sintomi non sono causati dall’assunzione di una sostanza, o ad una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo).

-I sintomi causano all’individuo un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

 

Le variazioni cicliche dell'umore, rendono l’individuo imprevedibile e inaffidabile, per cui spesso le altre persone lo considerano strano e non gli danno fiducia. Spesso dunque è proprio la reazione degli altri a determinare la compromissione del funzionamento dell’individuo, il che aggrava la situazione creando un circolo vizioso.

 

L’età d’esordio di solito è molto precoce, in adolescenza o nella prima età adulta.
Secondo alcuni questo disturbo può rappresentare una predisposizione caratteriale ad altri disturbi dell'umore.

 

 Disturbi associati

 

 –        Disturbi Correlati a Sostanze

 

–        Disturbi del Sonno (difficoltà a prendere sonno e a mantenerlo).

 

 Epidemiologia

 

 –        La prevalenza del disturbo ciclotimico nella popolazione è compresa tra 0.4 e 1%.

–        Vi è la stessa percentuale tra maschi e femmine.

–        Se l'esordio avviene in età adulta può essere un Disturbo dell’Umore Dovuto ad una Condizione Medica Generale, come ad esempio la Sclerosi Multipla.

–        Di solito il disturbo si cronicizza.

–        Una percentuale tra 15-50% di individui sviluppa un Disturbo Bipolare I o II.

 

 Familiarità

 

      C’è una familiarità per questo tipo di disturbi, nel senso che:

–        I parenti di primo grado di individui con Disturbo Ciclotimico presentano una più alta percentuale di Disturbo Depressivo Maggiore e di Disturbo Bipolare I o II.

 

–        Il Disturbo Ciclotimico è più comune nei parenti biologici di primo grado dei soggetti con Disturbo Bipolare I.

 

 ICD-10

 L’ICD-10 fornisce un elenco di sintomi che devono essere presenti durante i periodi di umore depresso e ipomania.

 

 


 
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