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Depressione e suicidio
Scritto da Dott. Alessio Penzo e Dott.ssa Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Depressione e suicidio

 

Uno dei principali sintomi della depressione sono i pensieri ricorrenti di morte, con la possibilità di pianificare o mettere in atto tentativi concreti di suicidio.

 

Abbiamo verificato che alcuni individui, molto probabilmente depressi, cercano su internet dei metodi per suicidarsi, in particolare metodi veloci e indolori.

La cosa più preoccupante è che esistono dei siti che rispondono a queste domande, fornendo informazioni specifiche, senza preoccuparsi del fatto che alcuni potrebbero realizzare effettivamente l’atto, grazie al loro pseudo-aiuto.

 

Il rischio di suicidio, per le persone con diagnosi di disturbo dell’umore, è stato stimato essere del 19%, con un aumento di 4 volte per i pazienti con più di 55 anni.

Per  il DSM-IV il rischio di suicidio  è  più alto nei seguenti casi:

- se sono presenti manifestazioni psicotiche,

- se il paziente ha avuto precedenti tentativi di suicidio,

- se c’è una storia familiare di suicidio o uso di sostanze stupefacenti.

 

Tuttavia non è mai possibile prevedere se o quando un individuo affetto da depressione tenterà il suicidio.

 

E’ nostra opinione che le motivazioni alla base di un eventuale suicidio siano da ricercare nella storia personale del soggetto.

Certo la tentazione di mettere fine a questa estrema sofferenza emotiva, fisica e psichica può costituire il terreno comune per molti individui.

Tuttavia spesso il tentativo di suicidio rappresenta la volontà di fare un gesto provocatorio finalizzato a dimostrare l’inevitabilità e la gravità del disturbo a persone vicine e care, che non lo comprendono e tendono magari a sottovalutare lo stato di sofferenza.

L’errore più grande che si può fare infatti con un individuo affetto da questa patologia è proprio cercare di  “tirarlo su” attribuendo certi sintomi, come il ritiro sociale o il senso di faticabilità, a una sorta di pigrizia, e insinuare che lo stato depressivo dipenda dalla sua volontà.

L’unico risultato che si ottiene in questi casi è infatti un ulteriore aumento del senso di colpa e la sensazione di non essere compresi dagli altri, con un senso di pena indescrivibile.

 

Molto spesso poi i pazienti depressi più che sulla morte, fantasticano su ciò che può accadere dopo la loro morte, immaginando il dolore e il senso di colpa che possono provare le persone che non dimostravano comprensione nei suoi confronti, provando una sorta di piacere sottile e quasi un senso di vendetta.


 
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